Descrizione
Saluto le autorità civili, le autorità militari, le associazioni cittadine.
Saluto le donne e gli uomini presenti qui oggi in questo momento così importante.
78 anni fa, i nostri genitori, i nostri nonni e le nostre nonne dopo la fame, la miseria, la mancanza di libertà, dopo una guerra scellerata, voluta da un regime totalitario e antidemocratico che aveva negato libertà e diritti fondamentali, il 2 giugno del 1946 scelsero la Repubblica, permettendo all’Italia di rientrare nel novero delle nazioni liberali e democratiche.
Per la prima volta venne introdotto il suffragio universale, una delle forme più alte di democrazia. Donne e uomini, cittadini con opinioni politiche diverse, appartenenti a religione diverse, ricchi o poveri, poterono esprimere il proprio voto secondo principi di giustizia, uguaglianza e libertà.
Oggi non dobbiamo solo comprendere che ciò che può apparire ovvio e scontato, come il diritto di voto alle donne, la possibilità di eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento italiano come in quello Europeo, in realtà non lo è, ma abbiamo il dovere di valutare pienamente l’entità, la dimensione etica ed il valore proprio di queste conquiste per cercare di trasmetterne il significato profondo.
Questa giornata, questa Festa ci parla di futuro, della costruzione del futuro, di un futuro che deve avere radici profonde nel passato, di una base di valori condivisi su cui si fonda la nostra Repubblica.
L’Unità nazionale è un elemento fondante e molto concreto. Significa essere un solo popolo, ed esserlo in modo solidale.
La Repubblica è un’entità che ci deve unire nel segno della Costituzione.
Piero Calamandrei nel suo “Discorso sulla Costituzione” disse “è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di un lavoro da compiere“. Ancora oggi queste parole sono di straordinaria attualità perché “La Repubblica e la Costituzione sono un testamento di centinaia di migliaia di italiani morti“, che si sono sacrificati per questi ideali.
“La nostra Costituzione è nata sulle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare libertà e dignità, li è nata la nostra Costituzione“.
Solo se guardiamo al nostro passato possiamo pensare di costruire un futuro migliore per la nostra Patria. E’ questa l’assoluta priorità del Paese, unitamente alla tutela dei diritti fondamentali dei cittadini e di tutte le persone presenti nel territorio nazionale. Il 2 giugno è la Festa della Costituzione di tutto il popolo italiano.
VIVA LA REPUBBLICA! VIVA L’ITALIA!
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Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2025, 10:31