Descrizione
Prende il via giovedì 23 aprile 2026, alle ore 18.00 nelle sale della Biblioteca “G. Carducci” di Palazzo Mauri a Spoleto, il ciclo di incontri-spettacolo “Tre donne, dal mito alla scena. Parole e musica tra Spoleto e i suoi Borghi”, ideato e condotto dalla scrittrice e performer Rita Charbonnier.
Non semplici conferenze, ma veri e propri momenti di incontro tra parola, immagine e musica: letture animate, proiezioni video e percorsi narrativi accompagneranno il pubblico in un viaggio affascinante che attraversa i secoli, da Sofocle fino alla cultura pop contemporanea.
Protagoniste del ciclo sono tre figure simboliche del femminile – Ofelia, Antigone e Francesca da Rimini – icone senza tempo che continuano a vivere nella letteratura, nel teatro, nell’arte, nel cinema e nella musica.
Il primo appuntamento, dedicato a Ofelia, si terrà in una data altamente simbolica: il 23 aprile, Giornata Mondiale del Libro e data tradizionalmente legata alla nascita e alla morte di William Shakespeare, nonché primo giorno del “Maggio dei Libri”, campagna nazionale nata nel 2011 con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile (“Ogni libro è creatura viva”, il tema della sedicesima edizione).
Ogni incontro è costruito come un percorso narrativo e critico, in cui Rita Charbonnier guiderà il pubblico alla scoperta delle molteplici interpretazioni di queste figure nel tempo. Le letture animate, curate dalle allieve e dagli allievi del corso di lettura espressiva dell’Associazione Teodelapio, daranno voce ai testi originali di Shakespeare, Sofocle e Dante, creando un dialogo vivo tra passato e presente.
Si inizia giovedì 23 aprile con Ofelia, figura fragile e complessa, vittima della follia propria e di quella altrui che muore annegata in circostanze ambigue, è simbolo della voce negata e del silenzio imposto, che attraversa i secoli dalla pittura preraffaellita alla musica contemporanea.
Gli appuntamenti continuano giovedì 7 maggio con Antigone, figlia di Edipo, condannata a morte per aver dato sepoltura al fratello contro l’editto di Creonte. Antigone è l’archetipo della resistenza civile, da Sofocle (442 a.C.) a oggi, è stata riscritta da Jean Anouilh sotto l’occupazione nazista, da Bertolt Brecht in chiave politica, da Athol Fugard nell’Africa dell’apartheid. Il cinema contemporaneo continua a rilanciarla, da Lars von Trier a Sophie Deraspe.
Giovedì 21 maggio si terrà l’ultimo dei primi tre appuntamenti e sarà dedicato a Francesca da Rimini, figura dantesca simbolo del desiderio e dell’amore tragico, che ha ispirato nei secoli artisti, musicisti e scrittori, diventando un’icona universale. Personaggio storico e dantesco (Inferno, Canto V), trucidata insieme all’amante Paolo dal marito Gianciotto Malatesta, Francesca è il simbolo del desiderio femminile punito. La sua storia ha ispirato pittori (Ingres, Rossetti, Hayez), musicisti (Čajkovskij, Rachmaninoff, Zandonai) e scrittori, da Boccaccio a D’Annunzio: un archetipo dell’amore che sfida le regole e ne paga il prezzo.
Il progetto proseguirà nell’estate 2026 con una serie di performance nei borghi del territorio spoletino, ampliando il dialogo tra cultura, comunità e territorio.
Rita Charbonnier è scrittrice e performer. Autrice di sei romanzi pubblicati con Marcos y Marcos, Piemme e Corbaccio, il suo ultimo libro è Signora Beethoven (Marcos y Marcos, 2025). Scrive per Minima et Moralia e si occupa da anni di figure femminili legate al mondo della musica. I suoi recital, costruiti come percorsi drammaturgici che intrecciano parola e musica, sono stati presentati in Italia e all’estero nell’ambito di collaborazioni con la Società Dante Alighieri. Ha collaborato con artisti quali Nino Manfredi e Lucia Poli.
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Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2026, 08:40