Descrizione
PALAZZO COLLICOLA: VITA MINORE. SAN FRANCESCO E LA SANTITÀ DELL'ARTE CONTEMPORANEA
Al via gli incontri a cura di Gianni e Giuseppe Garrera. Primo appuntamento sabato 7 marzo ore 15.30
Sabato 7 marzo alle ore 15.30 a Palazzo Collicola si terrà Carla Lonzi: tra clausura e "Rivolta femminile", il primo di sei incontri curati da Gianni e Giuseppe Garrera per la mostra Vita minore. San Francesco e la santità dell'arte contemporanea.
L’attività è gratuita per i possessori della Spoleto Card ed in alternativa si può partecipare acquistando il biglietto di ingresso al museo. I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione scrivendo all’indirizzo email: spoletomusei@gmail.com.
A margine di ogni incontro i curatori terranno una visita guidata alla mostra.
L’iniziativa si inserisce nella programmazione delle celebrazioni francescane realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, attraverso una collaborazione sinergica tra l'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, i Comuni di Spoleto, Bevagna, Montefalco, Trevi e il Parco Culturale Ecclesiale "Terre di Pietre e d’Acqua".
Prossimi appuntamenti
Domenica 22 marzo ore 15.30: Pittura di Dio
Sabato 4 aprile ore 16.00: I miracoli di Gino De Dominicis
Sabato 18 aprile ore 14.30: John Cage, Empty Words
Sabato 16 maggio ore 18.00: Jannis Kounellis, Senza titolo (12 cavalli)
Domenica 31 maggio ore 16.00: Cesare Pietroiusti, Comunione
Mostra Vita minore. San Francesco e la santità dell'arte contemporanea
Al piano terra del museo è stata allestita la mostra collettiva visitabile fino al 2 giugno 2026, realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto. La mostra ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea.
Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.
La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per "farsi minori" e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.
Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo. Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.
La mostra Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è realizzata con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e con il contributo del Consorzio BIM.
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Ultimo aggiornamento: 4 marzo 2026, 12:44